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Colombo e il Mito della Terra Piatta: Navigando tra Errori e Verità, Sfidando gli Alisei 🌊🌐

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In breve…

Il 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo sbarca nelle Bahamas, aprendo l'era delle esplorazioni europee nel Nuovo Mondo. 🌍 Contrariamente al mito, gli studiosi del suo tempo non credevano in una Terra piatta. 🌐 La sfida di Colombo non era la forma del pianeta, ma la sottostima della distanza tra l'Europa e l'Asia, navigando verso ovest. 📏 Grazie al sostegno della famiglia reale spagnola, il suo viaggio cambia la storia, avviando un'epoca di esplorazioni e conquiste. 🌎✨

Capitoli

Ai tempi di Colombo si credeva che la Terra fosse piatta?

Contrariamente a una credenza diffusa, già all'epoca di Cristoforo Colombo (che visse tra il 1451 e il 1506), la maggior parte degli studiosi occidentali non riteneva che la Terra fosse piatta.

Gli antichi greci, in particolare, avevano raccolto prove della sfericità della Terra fin dall'antichità classica. Tale scoperta scientifica fu resa possibile sia grazie ad esperimenti veri e propri, ad osservazioni empiriche e all’uso della ragione. Secondo Teofrasto, fu Parmenide, poco dopo il 500 a.C, a sostenere per la prima volta che la Terra fosse sferica. Le sue motivazioni si basavano sull'idea filosofica di “forma perfetta”, alludendo al fatto che l'unica forma adatta a rimanere naturalmente in equilibrio fosse appunto, la sfera. Anche Platone giunse alla medesima conclusione: la sfera è il solido perfetto, immutabile e simmetrico da tutti i lati. La Terra, posta al centro dell’Universo, non poteva che essere sferica.

Anche se spinti da motivazioni filosofiche, gli antichi greci avevano ragione: la gravità “spingendo” in egual modo da tutti i lati, porta i corpi celesti ad avere forma approssimativamente sferica, in cui la massa è distribuita sulle superfici equipotenziali.

L'esprimento di Eratostene

Uno degli esperimenti più noti a favore della sfericità della Terra fu presentato da Eratostene di Cirene (circa 276-194 a.C.). La storia racconta che Eratostene misurò l'angolo di elevazione del Sole a mezzogiorno nella città egiziana di Syene (ora Aswan) e, contemporaneamente, ad Alessandria d'Egitto, che si trovava più a nord. Egli notò che a Syene, il Sole si trovava direttamente sopra di lui durante il mezzogiorno, mentre ad Alessandria l'angolo del Sole era di circa 7,2 gradi rispetto alla verticale, circa 1/50 di un angolo giro.

Con queste informazioni, Eratostene ragionò che la differenza angolare tra Syene ed Alessandria era imputabile alla curvatura della Terra. Supponendo che la Terra fosse sferica, utilizzò la differenza angolare e la distanza tra Syene ed Alessandria per stimarne la circonferenza.

Da questo esperimento Eratostene dedusse che la circonferenza della Terra doveva essere 50 volte la distanza tra Alessandria e Syene, quindi 250.000 stadi, equivalenti a circa 39.000 km. Sappiamo oggi che la Terra non è una sfera perfetta, ed è allungata all’equatore rispetto ai poli, tant’è che è impossibile fornire il dato di una lunghezza standard per la circonferenza della Terra. Per questa ragione, viene universalmente usato il dato medio della circonferenza pari a 40.075 km. Se confrontiamo tale dato con la circonferenza di Eratostene, è possibile rendersi immediatamente conto della straordinaria precisione con cui esso calcolò la distanza usando un semplice apparato sperimentale.

Tre osservazioni sulla sfericità della terra

Oltre alla concezione filosofica di sfericità proposta da Platone e dall’esperimento di Eratostene, gli antichi fecero tre semplici osservazioni che validavano la tesi della Terra sferica:

1️⃣ Le navi che si allontanano in mare spariscono progressivamente dietro la curvatura terrestre evidenziandone la convessità.

2️⃣ Avvicinandosi a una costa si vedono dapprima le montagne e poi la spiaggia.

3️⃣ Ogni eclisse di Luna mostra il profilo della Terra: poiché le eclissi avvengono a qualsiasi ora, e cioè per qualsiasi angolo di rotazione della Terra, e il profilo dell’ombra è sempre un arco di cerchio, si deduce che il corpo che fa ombra, ovvero la Terra, è di forma sferica, poiché è l’unico corpo in grado di proiettare un’ombra sempre circolare.

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Gli errori scientifici di Colombo

Nel ‘400 il commercio delle spezie era un'a fiorente attività redditizia su cui tutti i regni volevano mettere le mani'attività estremamente redditizia ed appetibile per tutti i governi. Cristoforo Colombo, al soldo dei regnanti di Spagna Isabella e Ferdinando, propose una nuova rotta commerciale per arrivare alle Indie: navigare verso ovest attraverso l’oceano atlantico, dove nessuno si era mai spinto, per arrivare prima e superare i portoghesi nel commercio.

La missione era talmente innovativa, pericolosa e folle che la Regina dovette nominare una commissione d’inchiesta per stabilirne la fattibilità e per stanziare i fondi necesessari al progetto. La commissione, la prima volta, respinse la missione, ma non per la piattezza presunta della Terra, ma per l’eccessiva distanza che separa la Spagna dalle Indie lungo la rotta verso ovest.

Il progetto venne approvato successivamente, anche grazie ad una serie di errori su calcoli scientifici compiuti da Cristoforo Colombo e forniti alla commissione. Colombo, probabilmente consapevole dei suoi errori ma desideroso di far approvare il progetto, presentò alla commissione dei calcoli totalmente sbagliati:

🔵 Delle innumerevoli stime disponibili sulla circonferenza della Terra, Colombo prese la stima più bassa e più favorevole all’approvazione della sua spedizione

🔵 Colombo utilizzava la "miglia italiana" o "miglia romana" invece della "miglia nautica", che sarebbe stato corretto usare. La miglia italiana era più corta rispetto alla miglia nautica che usiamo oggi. Una miglia italiana corrispondeva a circa 1,48 chilometri, mentre la miglia nautica moderna è standardizzata a 1,852 chilometri, permettendogli di risparmiare nei calcoli da presentare alla regina

🔵 Iniziò ad eseguire i calcoli partendo dalle isole Canarie, la parte più occidentale della Spagna

In questo modo Colombo, a differenza di Eratostene, stimò la circonferenza approssimativa della Terra di soli 25.000 km, e la distanza da percorrere per arrivare in Giappone pari a meno di 4.000 km, un viaggio alla portata delle caravelle dell’epoca. La distanza reale da percorrere era invece di oltre 19.000 km. Colombo e i suoi uomini, a causa dell’errore commesso, erano condannati a morire di sete nel mezzo all’oceano. A salvare Colombo e il suo equipaggio fù il suo più grande ”errore”. All'epoca di Colombo, infatti, non si sapeva che tra l’Europa e l’Asia, verso Ovest, ci fosse il continente americano!

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L’intuizione scientifica di Colombo: gli alisei

Nonostante le numerose incongruenze presentate da Colombo, un fatto scientifico esatto e favorevole all'approvazione del viaggio fu presentato alla commissione: L’esistenza dei venti alisei che avrebbero spinto le caravelle di Colombo verso Indie con facilità.

I venti alisei, noti anche come "trade winds" o "venti del commercio," sono un tipo di venti prevalenti che soffiano costantemente da est a ovest nelle regioni tropicali e subtropicali dell'atmosfera terrestre. Questi venti prendono il nome dal termine "trade," che deriva dalla parola "trader" o "commerciante," poiché erano venti molto utilizzati dai marinai e dai commercianti durante le rotte commerciali tra l'Europa, l'Africa, l'Asia e le Americhe. Le caratteristiche più importanti dei venti alisei che hanno contribuito alla scoperta dell’America sono:

🔵 Direzione: I trade winds soffiano da est verso ovest. Nell'emisfero settentrionale, sono noti come "Trade Winds dell'Est" e soffiano generalmente da nord-est a sud-ovest. Nell'emisfero meridionale, sono chiamati "Trade Winds dell'Ovest" e soffiano da sud-est a nord-ovest.

🔵 Latitudine: I trade winds si trovano principalmente tra i 20° e i 30° di latitudine nell'emisfero settentrionale e nell'emisfero meridionale. Queste latitudini possono variare leggermente in risposta ai cambiamenti stagionali nell'atmosfera.

🔵 Origine: I trade winds sono generati dal riscaldamento differenziale tra l'equatore e le regioni più fredde dei tropici. L'aria calda e umida si alza nell'area equatoriale, creando una zona di bassa pressione. L'aria più fresca e densa si sposta quindi dai tropici verso l'equatore per riempire questo vuoto, generando i trade winds.

🔵Regolarità: I trade winds sono noti per la loro costanza e regolarità, anche se possono subire alcune variazioni stagionali. Questa regolarità li rende importanti per la navigazione marittima e per la pianificazione di rotte commerciali, poiché i marinai storici li utilizzavano per spostarsi tra continenti.

I venti alisei hanno svolto un ruolo significativo nella scoperta dell'America da parte di Colombo e  continuarono a influenzare le rotte degli esploratori successivi, inclusi Hernán Cortés, Francisco Pizarro e altri che esplorarono e conquistarono le terre dell'America centrale e del Sud America. Questi venti costanti facilitarono i viaggi marittimi e l'espansione delle conoscenze europee sul Nuovo Mondo.

In sintesi, gli alisei furono fondamentali per consentire agli esploratori europei di attraversare l'oceano Atlantico e scoprire l'America con l’ausilio delle caravelle. Questi venti costanti fornirono rotte affidabili per i viaggi transoceanici e contribuirono in modo significativo alla mappatura e alla conoscenza del continente americano

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