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Fisica14 min

Fisica I al Politecnico: Cosa Aspettarsi al Primo Anno

di Filippo

Al Politecnico di Milano non esiste un singolo corso chiamato "Fisica I": il primo corso di fisica si chiama in modi diversi a seconda del corso di laurea — Fisica (codice 051124, 12 CFU, area ICT), Fondamenti di Fisica Sperimentale (12 CFU, Ingegneria Meccanica), Fisica Sperimentale per Gestionali (10 CFU) — ma tutti coprono lo stesso nucleo: meccanica e termodinamica, con un'introduzione alle interazioni elementari (gravitazionali e di Coulomb). Si fa al secondo semestre del primo anno, con prerequisito esplicito Analisi Matematica 1: il formalismo matematico è obbligatorio, non opzionale come al liceo. Onde, elettromagnetismo, ottica e fisica moderna non sono nel programma del primo anno — entrano in Fisica II al secondo anno.


Ogni anno gli studenti che arrivano al Politecnico aspettando "Fisica I" si trovano davanti due sorprese. La prima: il corso si chiama in modo diverso a seconda della laurea, e ha codici e CFU diversi. La seconda, più importante: dal primo giorno si usano derivate e integrali in modo sistematico, non più come "trucchi" da applicare ogni tanto come al liceo. La fisica del Politecnico non è la fisica del liceo "fatta più velocemente" — è un'altra cosa, fatta con un linguaggio diverso.

Questa guida nasce per studenti che stanno per iniziare il Politecnico o sono al primo anno e vogliono capire cosa aspettarsi davvero. Tutti i dati che troverai sono presi dai regolamenti ufficiali Polimi 2025/26 e dalle schede dei singoli corsi. Niente "secondo me" su contenuti e modalità: i programmi sono pubblici e li riportiamo per quello che dicono.

In questa guida:

I nomi del corso: perche non esiste "Fisica I" al Polimi

Una delle prime cause di confusione per le matricole è la varieta di nomi del primo corso di fisica al Politecnico. Cercando "Fisica I" nel manifesto non si trova nulla — il corso esiste, ma con denominazioni diverse a seconda del corso di laurea.

Ecco la mappa dei nomi reali al primo anno secondo i regolamenti Polimi 2025/26:

Corso di laureaNome del corso di fisicaCFU
Ingegneria Informatica, Elettrica, Elettronica, AutomazioneFISICA (codice 051124)12
Ingegneria MeccanicaFONDAMENTI DI FISICA SPERIMENTALE12
Ingegneria GestionaleFISICA SPERIMENTALE (PER GESTIONALI)10

Tutti questi corsi si collocano al secondo semestre del primo anno, hanno come prerequisito stretto Analisi Matematica 1 (svolta nel primo semestre) e coprono il nucleo "fisica classica del primo anno" — con piccole varianti di estensione che vedremo nei paragrafi successivi.

Pratica per studenti e famiglie: quando si parla di "preparare Fisica I" si intende quasi sempre uno di questi tre corsi. Il contenuto centrale è lo stesso; differiscono per qualche argomento di contorno e per il peso dato all'elettrostatica e alla magnetostatica.

Il corso FISICA 051124 (12 CFU, ICT)

Per fare un esempio concreto, prendiamo il corso piu citato: FISICA codice 051124, da 12 CFU, primo anno secondo semestre, in italiano, valido per Ingegneria Informatica, Elettrica, Elettronica e dell'Automazione. La scheda ufficiale del Politecnico ne descrive struttura e contenuti in modo molto preciso.

Dati ufficiali del corso (Polimi 2025/26, scheda incarico 051124):

  • CFU: 12 (la fisica vale piu della quasi totalita degli altri corsi del primo anno)
  • Settore scientifico-disciplinare: PHYS-03/A
  • Ore frontali totali: 120 in aula (72 di lezione + 48 di esercitazione) + 180 di studio individuale, per un totale di 300 ore studente
  • Anno e semestre: primo anno, secondo semestre
  • Lingua: italiano
  • Prerequisito esplicito: "L'insegnamento fa uso del formalismo matematico sviluppato nell'insegnamento di Analisi Matematica 1"
  • Valutazione: prova scritta con quesiti aperti (numerici e teorici); possibilita di due prove parziali in itinere; eventuale orale integrativo

Tradotto: 300 ore di studio totali in un solo semestre, fra lezioni, esercitazioni e lavoro a casa. È un carico vicino al massimo previsto per un corso di Ingegneria del primo anno e ha senso solo se Analisi 1 è già stata digerita, perche tutti i ragionamenti — dalla cinematica al primo principio della termodinamica — sono espressi come derivate, integrali ed equazioni differenziali.

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Fondamenti di Fisica Sperimentale (Meccanica)

Per Ingegneria Meccanica, il corrispettivo si chiama Fondamenti di Fisica Sperimentale, da 12 CFU, sempre al secondo semestre del primo anno. La struttura oraria e di carico studente e analoga (300 ore totali), e il prerequisito di Analisi Matematica 1 vale identico.

La differenza principale rispetto a FISICA 051124 e l'estensione: secondo le descrizioni ufficiali e la pagina del Dipartimento di Fisica del Politecnico (fisi.polimi.it/it/offerta-formativa), il corso per Meccanica copre piu sistematicamente elettrostatica e magnetostatica rispetto a 051124, includendole come blocchi a se piuttosto che come capitolo di chiusura. Resta il fatto che il nucleo principale — meccanica del punto e del corpo rigido, fluidi, termodinamica classica — e lo stesso.

Per Ingegneria Gestionale, il corso da 10 CFU ha una scaletta piu compatta e meno tempo per gli approfondimenti, ma resta nello stesso perimetro concettuale.

Il programma reale: meccanica e termodinamica

Veniamo a quello che davvero si studia. Il programma ufficiale di FISICA 051124, come riportato sulla scheda ufficiale del corso, comprende 13 macro-argomenti in ordine didattico:

  1. Introduzione allo studio della Fisica: grandezze fisiche e loro misurazione
  2. Cinematica del punto materiale
  3. Principi della Dinamica del punto materiale e forze
  4. Lavoro ed energia
  5. Cinematica e Dinamica nei sistemi di riferimento non inerziali
  6. Interazioni elementari fra masse e fra cariche elettriche
  7. Dinamica dei sistemi di punti materiali
  8. Elementi di Dinamica del corpo rigido
  9. Meccanica dei fluidi
  10. Introduzione alla Termodinamica
  11. Primo Principio della Termodinamica
  12. Secondo Principio della Termodinamica
  13. Teoria cinetica dei gas

Il messaggio è chiaro: il primo corso di fisica al Polimi è un corso di meccanica e termodinamica, con un'introduzione alle interazioni gravitazionali e di Coulomb come accenno alle forze fondamentali. Non c'è ottica, non c'è elettromagnetismo dinamico, non c'è fisica delle onde nel senso pieno: tutto questo arriva dopo.

La meccanica del Polimi è più estesa di quella del liceo per due motivi specifici. Primo: il corpo rigido, con momento d'inerzia, equazione di Eulero, rotolamento puro, è trattato a fondo — al liceo è di solito accennato. Secondo: i sistemi di riferimento non inerziali, con forze apparenti (centrifuga, Coriolis), sono un capitolo a sé al Polimi e quasi assenti al liceo. Per consolidare la base liceale di cinematica e dinamica prima dell'università, è utile la nostra guida a meccanica al liceo: cinematica e dinamica — il punto di partenza naturale.

La termodinamica del Polimi va oltre il "p·V = n·R·T" del liceo: si arriva alla teoria cinetica dei gas con derivazione statistica, al secondo principio trattato formalmente (entropia, irreversibilità), e ai cicli termodinamici completi.

Cosa NON c'e al primo anno (e arriva dopo)

Una sorpresa comune per chi si aspetta una "fisica più completa" al primo anno: onde, elettromagnetismo, ottica e fisica moderna non sono nel programma di Fisica I al Polimi. Tutto questo entra al secondo anno, in corsi separati che possono chiamarsi Fisica II, Onde, Elettromagnetismo o Ottica, a seconda del corso di laurea.

In particolare, al primo anno NON si studiano:

  • Onde meccaniche (corde, onde sonore, principio di sovrapposizione)
  • Onde elettromagnetiche (equazioni di Maxwell, propagazione)
  • Induzione elettromagnetica (legge di Faraday, Lenz, autoinduzione)
  • Circuiti in regime variabile (RLC, fenomeni risonanti)
  • Ottica fisica (interferenza, diffrazione, polarizzazione)
  • Fisica moderna (relatività, fisica quantistica, atomo, struttura della materia)

Per ottica geometrica, elettrostatica avanzata e elementi di magnetostatica c'è invece un trattamento elementare al primo anno (specialmente nel corso di Meccanica). Ma il quadro completo — quello che al liceo si vede nella seconda parte di quinta — al Polimi è materia da secondo anno.

Pratico: se al liceo ti era piaciuto di più l'elettromagnetismo della meccanica, sappi che al primo anno torna la meccanica. Non è un problema — è solo utile saperlo per non arrivare con aspettative sbagliate.

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La differenza vera con la fisica del liceo

Su questo punto vale la pena essere espliciti, perché è dove si gioca la differenza fra una matricola che parte bene e una che si trova in difficoltà a marzo. La fisica del Polimi non è "più difficile" perché tratta argomenti più esotici (anzi: come abbiamo visto, il primo anno è meccanica e termodinamica, gli stessi temi del liceo). È diversa per come li tratta.

Differenza 1 — Il formalismo matematico è obbligatorio. Il prerequisito della scheda 051124 è esplicito: il corso usa il formalismo di Analisi 1. Velocità è dx/dt scritto e usato come derivata, non come "Δs su Δt". Lavoro è ∫F·ds calcolato come integrale, non come "F per s quando la forza è costante". Newton è m·d²x/dt² = F, cioè un'equazione differenziale che bisogna saper interpretare. Chi al liceo ha studiato la fisica come "elenco di formule" si trova spaesato; chi ha studiato matematica come strumento per la fisica è avvantaggiato — un tema che approfondiamo in matematica e fisica: la connessione.

Differenza 2 — Sistemi non inerziali. Al liceo si lavora quasi sempre in sistemi inerziali; il Polimi dedica un capitolo intero a quelli non inerziali, con forze apparenti (centrifuga, Coriolis). È un capitolo concettualmente nuovo e va affrontato sapendo che è normale faticare le prime settimane.

Differenza 3 — Il corpo rigido viene trattato sul serio. Momento d'inerzia, tensore d'inerzia (almeno introdotto), rotolamento puro e con strisciamento, dinamica del giroscopio. Al liceo è materia spesso saltata, al Polimi è un blocco centrale che vale diversi punti d'esame.

Differenza 4 — La teoria cinetica e il secondo principio. La termodinamica liceale si ferma a "pV = nRT". Al Polimi si entra nella derivazione statistica della pressione e nella formulazione formale del secondo principio (entropia come funzione di stato). E un salto concettuale importante: la fisica diventa anche probabilistica.

Differenza 5 — Il carico orario. 300 ore in un semestre vuol dire 18–20 ore alla settimana solo per fisica (lezioni + esercitazioni + studio). Aggiungi gli altri corsi del semestre, e capisci perchè senza un metodo di studio efficace si va in affanno.

Esami e libri di testo

L'esame di FISICA 051124 prevede una prova scritta con quesiti aperti, numerici e teorici. La scheda ufficiale segnala anche la possibilità di sostenere l'esame come due prove parziali in itinere (una a metà semestre, una alla fine), modalità molto sfruttata dalle matricole perché spezza il carico. Possibile orale integrativo a discrezione del docente. La bibliografia consigliata in scheda elenca diversi manuali — tutti opzionali ma con criteri di scelta utili per orientarsi:

  • Focardi, Massa, Uguzzoni, Villa — *Fisica Generale*: ampio e teorico, ottimo per chi vuole un riferimento completo che vada oltre il programma.
  • Mazzoldi, Nigro, Voci — *Fisica Vol. I*: probabilmente il manuale più diffuso al Polimi, equilibrato fra teoria ed esercizi.
  • Duò, Taroni — *Fisica: Meccanica e Termodinamica*: pensato esplicitamente per il corso 051124, segue da vicino il programma.
  • Eserciziari di Longhi-Nisoli-Osellame-Stagira, Magni-Cerullo, Zani-Duò-Taroni: tutti dell'area Politecnico, indispensabili per allenarsi sui problemi tipici dell'esame.

Per quasi tutti, la coppia "manuale + eserciziario" della stessa area di docenti del corso è la scelta più efficace, perché allinea linguaggio e notazione a quelle usate in aula e all'esame.

Come prepararsi prima e durante il corso

Una preparazione efficace a Fisica I al Polimi si gioca su due fronti: arrivare a febbraio (inizio secondo semestre) con la base liceale e l'analisi 1 solide, e mantenere durante il semestre un ritmo di studio costante invece di rincorrere a fine corso.

Prima dell'inizio del corso (estate – primo semestre):

  • Consolidare Analisi 1. È prerequisito esplicito. Derivate, integrali e equazioni differenziali del primo e secondo ordine devono essere fluidi. Se Analisi 1 va male, Fisica I diventa molto più dura di quanto debba essere.
  • Ripassare la meccanica del liceo con un occhio nuovo. Non per ripetere quello che già sapevi, ma per riscrivere cinematica e dinamica nel linguaggio del calcolo (v = dx/dt, F = m·d²x/dt², lavoro come integrale). Meccanica al liceo e TOLC-I fisica sono ottime basi.
  • Confidenza con i vettori. Prodotto scalare, prodotto vettoriale, decomposizione lungo assi obliqui. Sono pane quotidiano di Fisica I, e se al liceo sono passati in fretta è il momento di rimetterli a posto.

Durante il semestre:

  • Studio settimanale, non a blocchi. Le 18–20 ore settimanali per fisica vanno distribuite: 6 ore di lezione frontale, 4 ore di esercitazione, 8–10 ore di studio individuale fra esercizi e teoria. Saltare anche solo una settimana significa accumulare un debito difficile da recuperare.
  • Esercizi prima della teoria, ma in modo intelligente. Il manuale e le lezioni danno teoria; gli esercizi obbligano a usarla. L'errore tipico è leggere il capitolo, prendere appunti e poi tentare gli esercizi: meglio invertire, leggere il capitolo a colpo d'occhio, provare subito gli esercizi, tornare alla teoria quando ci si blocca.
  • Sfruttare le prove in itinere. Se il docente le offre, sostenerle riduce il rischio dell'esame finale "tutto in una volta" e fornisce un feedback intermedio sulla preparazione.

Nel nostro lavoro con studenti del Politecnico, la cosa più frequente che vediamo è questa: matricole intelligenti che al liceo se la cavavano senza un metodo strutturato, e che a Fisica I devono per la prima volta costruirsene uno. Le nostre ripetizioni di fisica sono spesso un lavoro a doppio binario su matematica (formalismo, esercizi guidati) e fisica (concetti, problemi tipici Polimi), perché è dove la maggior parte degli studenti si blocca: dove l'una appoggia all'altra. Per chi ha bisogno anche di solidificare le basi di analisi, lavoriamo in parallelo sulle ripetizioni di matematica.

La preparazione efficace a Fisica I non è "studiare di più" — è studiare meglio, con un metodo che riconosca dove finisce il liceo e inizia l'università.

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FAQ

Esiste un corso "Fisica I" al Politecnico di Milano? Letteralmente no. Esistono diversi corsi che corrispondono al primo corso di fisica nei vari corsi di laurea: FISICA (codice 051124, 12 CFU, area ICT), FONDAMENTI DI FISICA SPERIMENTALE (12 CFU, Ingegneria Meccanica), FISICA SPERIMENTALE PER GESTIONALI (10 CFU). Tutti coprono lo stesso nucleo: meccanica e termodinamica.

Quando si fa fisica al primo anno? Al secondo semestre. Tutti i corsi di fisica del primo anno al Polimi sono collocati nel secondo semestre, con prerequisito Analisi Matematica 1 (svolta nel primo semestre).

Quante ore di studio richiede Fisica I? Il corso da 12 CFU prevede ufficialmente 300 ore di studio totali (120 in aula + 180 individuali) in un semestre. Tradotto in pratica: 18–20 ore alla settimana, contando lezioni, esercitazioni e studio a casa.

Si studiano le onde e l'elettromagnetismo al primo anno? No. Il programma del primo anno copre meccanica (punto materiale, corpo rigido, sistemi non inerziali, fluidi) e termodinamica (primo e secondo principio, teoria cinetica). Onde, elettromagnetismo, ottica fisica e fisica moderna entrano al secondo anno con corsi tipo Fisica II o Onde.

Servono derivate e integrali da subito? Sì. La scheda ufficiale del corso 051124 specifica esplicitamente che si usa il formalismo di Analisi Matematica 1. Velocità come derivata, lavoro come integrale, Newton come equazione differenziale: il calcolo non è opzionale, è il linguaggio del corso.

Quanto è diversa la fisica del Polimi dalla fisica del liceo? Molto, ma non per gli argomenti — sono gli stessi. È diversa per il formalismo matematico (obbligatorio dal primo giorno), per l'estensione di argomenti come corpo rigido e sistemi non inerziali, e per il livello di rigore in termodinamica. È normale che le prime settimane siano in salita anche per studenti bravi.

Come ci si prepara prima di iniziare il corso? Tre cose: consolidare Analisi 1 (è prerequisito esplicito); ripassare la meccanica del liceo riscrivendola con il linguaggio del calcolo; allenarsi con i vettori (prodotti scalare e vettoriale, decomposizioni). Se queste basi sono solide, il corso diventa una sfida normale; se sono fragili, diventa molto più dura.

Conviene fare prove in itinere o esame finale? Quasi sempre conviene fare le prove in itinere se il docente le offre: spezzano il carico e danno feedback intermedio. L'esame finale "tutto in una volta" è un'opzione ragionevole solo per chi ha un metodo molto solido e preferisce concentrare lo studio.


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Filippo

Co-Fondatore Responsabile Innovazione

Centro di eccellenza STEM a Milano. Tutor certificati, metodo strutturato e tecnologia proprietaria per accompagnare ogni studente verso i propri obiettivi.

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