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Superando i limiti dell’energia: il potenziale del salto con l’asta 🚀🥇

salto con asta

In breve…

🧐 Mai pensato a quanto la fisica influenzi il tuo sport preferito? 🏃‍♂️ Leggi questo affascinante articolo per scoprire come la conservazione dell'energia e il centro di massa cambiano il gioco nel salto con l'asta. 🚀 Pronto a scoprire i segreti nascosti dietro le prestazioni da record? 🏅 Non perdere questa lettura! 📖

Capitoli

Sport ed energia: una danza armoniosa

Per secoli, l’energia ha giocato a nascondino con i fisici: era ovunque attorno a loro, ma solo dopo molto tempo si è riusciti a scoprire e sviscerare tutti i suoi significati. Una delle realtà più note in cui l’energia e il suo andamento svolgono un ruolo fondamentale è lo sport. Lo sport che meglio sintetizza in sé le teorie fisiche che andremo ad analizzare è il salto con l’asta, una delle discipline più antiche e la regina dell’atletica leggera.

Esploreremo l’importanza di alcune leggi fondamentali nello studio delle tecniche ottimali di salto. Queste tecniche, se eseguite al limite della perfezione, forniscono all’atleta gli strumenti per spingersi oltre i propri limiti, ottenendo così prestazioni eccezionali.

L’energia: il viaggio dalla nascita alle molteplici forme

Energia: una parola che tutti noi usiamo, ma che risulta difficile da definire in modo preciso. Essa è più un concetto matematico astratto che una realtà tangibile. In termini generali, l’energia che un corpo possiede rappresenta la sua capacità di produrre un cambiamento nel proprio stato, manifestandosi in molte forme diverse.

Come affermato dal celebre fisico Richard Feynman: «È importante tener presente che nella fisica odierna, non abbiamo alcuna conoscenza di cosa sia l’energia.»

La scoperta dell’energia risale al XVII secolo, quando i matematici Isaac Newton e Gottfried Leibniz misurarono variazioni nei valori mentre facevano salire e scendere dei pesetti lungo un macchinario, notando che questi cambiavano in base alla velocità e all’altezza a cui i pesetti erano posti.

Nel mondo dello sport, la forma di energia predominante è quella legata al moto del corpo, ovvero l’energia meccanica, ottenuta dalla somma di altri tre tipi di energia: l’energia cinetica, l’energia potenziale gravitazionale e l’energia potenziale elastica.

L’energia cinetica è la forma di energia che un corpo possiede in virtù del suo moto. Dipende dalla velocità del corpo – più va veloce, più energia possiede – ed è anche proporzionale alla massa del corpo. Questo è evidente quando si tenta di fermare un corpo in movimento: più il corpo è pesante e veloce, più energia sarà necessaria per fermarlo, come ben sanno i rugbisti.

L’energia potenziale gravitazionale è un’energia legata alla posizione (altezza) del corpo all’interno del campo gravitazionale terrestre. Poiché i nostri corpi sono attratti dalla terra per forza della gravità, è chiaro che se siamo fermi con i piedi a terra, questa forma di energia sarà nulla.

Infine, l’energia potenziale elastica è quell’energia accumulata e immagazzinata da un corpo elastico (deformabile) quando viene compresso o allungato temporaneamente in modo reversibile. Maggiore è la compressione del corpo, maggiore sarà l’energia elastica immagazzinata. Questa energia è solitamente associata a corpi artificiali e dipende dal materiale con cui sono prodotti. Ogni corpo ha un indice di elasticità, noto come costante elastica K, che è direttamente proporzionale al valore dell’energia elastica.

Sotto abbiamo inserite le formule relative alle tre forme di energia affrontate. La prima rappresenta l’energia cinetica, la seconda l’energia potenziale gravitazione e la terza l’energia potenziale elastica.

[K=frac{1}{2}mv^2 U_g=mgh U_{el}=frac{1}{2}kDelta x^2]
Female-Pole-Vaulter

Richard Feynman, nel descrivere uno dei principi fondamentali dell’universo, ha detto: “Esiste una proprietà, o se preferite una legge, che governa tutti i fenomeni naturali conosciuti fino a oggi. Non si conosce eccezione a questa legge, essa è esatta nei limiti delle nostre conoscenze. La legge è chiamata conservazione dell’energia. Essa stabilisce che vi è una certa quantità, che chiamiamo energia, che non cambia nei molteplici mutamenti subiti dalla natura … è soltanto il fatto singolare di poter calcolare un numero, e dopo aver osservato i mutamenti capricciosi della natura, ricalcolarlo ottenendo sempre lo stesso risultato.”

Ciò che Feynman descrive è la spiegazione del principio di conservazione dell’energia, una delle leggi più importanti osservate in natura. Nel tardo Ottocento, circa un secolo dopo la scoperta dell’energia meccanica, un gruppo di scienziati, tra cui il britannico James Joule, dimostrò sperimentalmente che la somma di energia cinetica, potenziale e termica in un sistema rimane costante. Questo principio afferma che la quantità totale di energia in un sistema ideale (senza attrito) non varia nel tempo, ma semplicemente si trasforma da una forma all’altra.

Uno degli esempi più rappresentativi di questo principio nel mondo dello sport è il salto con l’asta. Il Dipartimento di Scienze dello Sport dell’Università di Grenoble, con l’aiuto di giovani atleti in ascesa nel panorama mondiale, è riuscito a studiare ogni singola fase di questo sport, svelandone ogni segreto dal punto di vista fisico.

Il salto con l’asta sembra semplice. Un atleta ha in mano un’asta di circa 5 metri, con la quale deve lanciarsi oltre un’asticella posizionata a una certa altezza. Il salto si compone di diverse fasi: innanzitutto la rincorsa, in cui l’atleta accumula la maggiore energia cinetica possibile; successivamente infila l’asta in un’appoggio e sfrutta la flessibilità dell’asta per trasformare l’energia cinetica in energia potenziale elastica durante la compressione dell’asta. Infine, l’atleta inizia il movimento di espansione, lanciandosi in aria: l’asta rilascia l’energia elastica, convertendola in energia potenziale gravitazionale, permettendo all’atleta di proseguire il suo movimento verso l’alto.

Se tutte queste fasi vengono eseguite con precisione assoluta e forza, il risultato è un grande salto. Ad oggi, il record del mondo di salto con l’asta, detenuto dall’atleta svedese Armand Duplantis, è di 6,22 metri di altezza!

Tutto qui? Scopriamo le altre variabili in gioco

Julien Frere, a capo della facoltà di Scienze dello Sport a Grenoble, ha evidenziato come il modello esposto in precedenza sia una versione semplificata della realtà e non consideri tutti i fattori che influenzano un buon salto. Per esempio, la teoria della conservazione dell’energia è valida solamente in assenza di attrito, una condizione che non possiamo ignorare. Nonostante la tecnologia moderna abbia prodotto materiali che minimizzano l’attrito con l’aria e altre superfici (come le tute aerodinamiche utilizzate durante la rincorsa, o un’asta iper elastica che si flette perfettamente quando tocca il terreno o le calzature specifiche), l’attrito non può essere completamente eliminato.

Quindi, l’abilità dell’atleta, degli allenatori e dello staff tecnico risiede nel minimizzare la dissipazione di energia cinetica durante la fase di corsa e convertirla al meglio in energia potenziale gravitazionale che, come abbiamo visto, si traduce in salti più alti. Se, però, supponiamo una situazione ideale in cui tutto viene eseguito alla perfezione, otteniamo un’equazione che calcola l’altezza del salto.

[K_0=U_{el} rightarrow U_{el}=U_g]
[K_0=U_{g}]
[frac{1}{2}mv^2=mgh rightarrow h=frac{v^2}{2g}simeq 5,10, m ]

In teoria, il risultato dovrebbe rappresentare un limite quasi irraggiungibile, basato su una prestazione perfetta. Tuttavia, il risultato ottenuto è molto inferiore al record mondiale detenuto da Duplantis. Dove abbiamo sbagliato?

Frere e il suo team hanno notato che l’errore risiede nel fatto che l’altezza calcolata nella formula dell’energia potenziale gravitazionale non parte dal terreno, ma dal centro di massa del saltatore! Infatti, il centro di massa di un corpo è quel punto in cui sembra che tutta la sua massa sia concentrata. Quindi, se un saltatore fosse alto 2 metri, il suo centro di massa si troverebbe mediamente un metro più in alto rispetto al terreno, spiegando così il risultato ottenuto dalle equazioni.

Un altro elemento importante è l’angolo tra l’asta e il terreno al momento del salto: più grande è l’angolo che l’atleta riesce a creare, più energia sprigionerà. Questo è spiegato dal fatto che, aumentando l’angolo, alziamo il nostro centro di massa al momento dello slancio e di conseguenza, aumenta l’altezza da cui inizia la fase di volo. Gli studi a Grenoble hanno dimostrato che è possibile massimizzare quest’angolo sia aumentando la velocità prima di appoggiare l’asta, sia modificando l’altezza dell’impugnatura.

In conclusione, la fisica gioca un ruolo cruciale nel migliorare le prestazioni sportive. Capire i principi fondamentali come la conservazione dell’energia e il concetto di centro di massa può portare a tattiche innovative e tecniche di allenamento più efficaci.

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